blueashee ha chiesto:

si,ma aspettati di tutto..16,tu?

Sleep with me. Rispondi:

theprovocationofwoodstock:

Manco che dovesse cadere il mondo.
Ragá siamo giovani, abbiamo tante cose da fare: viaggiare, farci na famiglia, vedere i quadri di qualunque mostra d’arte.
Perché pensare che accadrá il peggio sempre? Cazzo oh, abbiamo una vita in mano e per delle stupidate, molliamo la presa come un non nulla. Abbiamo smesso di combattere per le cose buone. Volevate avere il mondo e come al solito vi siete lasciati scivolare tutto perché alla prima difficoltá siete andati via.
Pensare sempre al peggio a che serve? Sapete cosa? Non m’importa di quel che accadrá oggi o domani oppure non lo so anche ora, non mi aspetto nulla dalle situazioni, quello che viene, viene e penso positivo ché i pensieri cattivi ci fanno solo male.
Ne ho quasi 18.

io-nonfunzioneromaibene:

inchiostrosullacartaesullapelle:

butterflyliar:

Vi prego di rebloggare, ragazzi, ho davvero bisogno di ritrovare questa persona..
Ciao Maria, io non so se ti ricordi di me, dal momento che sono passati davvero tanti anni.. Sono la ragazza della camera nº 10, Francesca, e conservo ancora gelosamente il ricordo di noi due che da bambine aspettavamo di guarire, insieme, ritagliando fiorellini di carta dai giornali e appiccicandoli alle grigie finestre che per troppo tempo ci hanno fatto compagnia.  Come stai? Come sta il tuo cuoricino? Hai più rivisto quelle grigie finestre, una volta passato l’intervento? È strano a dirsi, ma ho davvero bisogno di te. Ho provato a cercarti in ogni modo: Facebook, tweeter, registri d’ospedale, ma nulla, un buco nell’acqua dopo l’altro. Durante tutto questo tempo ho provato a passare sopra a quello che mi è successo, a quello che ci è successo, ma non riesco a capacitarmi di nulla, non riesco a dimenticare. I ricordi mi tormentano, mi tormenta qualsiasi cosa che puzzi di medicina e che abbia quel colore giallastro delle pastiglie schiacciate.  Non dormo più, sono continuamente assalita da incubi che, delle volte, non mi permettono addirittura di bere o di mostrare le mie cicatrici con un semplice costume.  Nel bel mezzo di quell’inferno, però, ricordo te, Maria, e quel pensiero mi calma. Mi calma pensare che tu sia qui, che la malattia non l’abbia avuta vinta e che tu mi stia cercando proprio come io sto facendo con te. Ho bisogno di tagliare altri fiorellini di carta e di appiccicarli sopra a quell’angolo remoto del mio passato che solo tu puoi aiutarmi a coprire. Puoi salvarmi, Maria, ed io ne ho davvero bisogno. Possiamo combattere insieme, come abbiamo già fatto, e vincere contro questa vita del cazzo. Voglio riabbracciarti e sentire ancora il tuo profumo, Maria, quel profumo di lavanda misto a salvezza che mi ricorda il tuoi dolci capelli biondi e le manine piccole che combaciavano perfettamente con le mie.
Sperando di ritrovarti: la bimba della stanza10.

Ciao Maria, cerca di sbucare fuori.Torna da Francesca.


Ohw

io-nonfunzioneromaibene:

inchiostrosullacartaesullapelle:

butterflyliar:

Vi prego di rebloggare, ragazzi, ho davvero bisogno di ritrovare questa persona..

Ciao Maria, io non so se ti ricordi di me, dal momento che sono passati davvero tanti anni..
Sono la ragazza della camera nº 10, Francesca, e conservo ancora gelosamente il ricordo di noi due che da bambine aspettavamo di guarire, insieme, ritagliando fiorellini di carta dai giornali e appiccicandoli alle grigie finestre che per troppo tempo ci hanno fatto compagnia.
Come stai?
Come sta il tuo cuoricino?
Hai più rivisto quelle grigie finestre, una volta passato l’intervento?
È strano a dirsi, ma ho davvero bisogno di te.
Ho provato a cercarti in ogni modo: Facebook, tweeter, registri d’ospedale, ma nulla, un buco nell’acqua dopo l’altro.
Durante tutto questo tempo ho provato a passare sopra a quello che mi è successo, a quello che ci è successo, ma non riesco a capacitarmi di nulla, non riesco a dimenticare.
I ricordi mi tormentano, mi tormenta qualsiasi cosa che puzzi di medicina e che abbia quel colore giallastro delle pastiglie schiacciate.
Non dormo più, sono continuamente assalita da incubi che, delle volte, non mi permettono addirittura di bere o di mostrare le mie cicatrici con un semplice costume.
Nel bel mezzo di quell’inferno, però, ricordo te, Maria, e quel pensiero mi calma.
Mi calma pensare che tu sia qui, che la malattia non l’abbia avuta vinta e che tu mi stia cercando proprio come io sto facendo con te.
Ho bisogno di tagliare altri fiorellini di carta e di appiccicarli sopra a quell’angolo remoto del mio passato che solo tu puoi aiutarmi a coprire.
Puoi salvarmi, Maria, ed io ne ho davvero bisogno.
Possiamo combattere insieme, come abbiamo già fatto, e vincere contro questa vita del cazzo.
Voglio riabbracciarti e sentire ancora il tuo profumo, Maria, quel profumo di lavanda misto a salvezza che mi ricorda il tuoi dolci capelli biondi e le manine piccole che combaciavano perfettamente con le mie.

Sperando di ritrovarti:
la bimba della stanza10.

Ciao Maria, cerca di sbucare fuori.
Torna da Francesca.

Ohw